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> IL LAGO DEI CIGNI

Un Lago dei Cigni  tutto al maschile !   (All’Agorà, Venerdi 18  giugno 2010 ore 18,30)

Quando si parla di  “ Lago dei cigni “  scatta subito  un’idea di danza o di balletto (simbolo di femminilità e delicatezza in tutù bianco) ,  probabilmente anche in chi ha poco a che fare con la parola “ danza “.

Ma quando viene proposto un balletto con un cast di cigni interamente al maschile con l’espressione di un cigno uomo per dare l’idea della forza, della bellezza e dell’enorme apertura alare di queste creature è inevitabile che si pensi alla muscolatura di un danzatore uomo piuttosto che a una ballerina in tutù bianco.

E poiché il “ Lago dei cigni “  racconta la storia della principessa Odette che un perfido sortilegio del malefico mago Rothbart  -  a cui la principessa ha negato il suo amore -  costringe a trascorrere le ore del giorno sotto le sembianze di un cigno bianco, con il vincolo dell’incantesimo per cui la maledizione potrà essere sconfitta soltanto da un giuramento d’amore, è naturale che dovrà esserci un principe che la incontri, se ne innamori e prometta di salvarla.

( Nella classica storia il prosieguo si svolge durante una festa alla reggia dove il  mago  presenta sua figlia Odile sotto le sembianze di Odette al principe Siegfrid che, convinto di trovarsi al cospetto della sua amata, le giura eterno amore. A quel punto il mago rivela la vera identità della fanciulla e Odette, destinata alla morte, scompare nelle acque del lago. Il principe, disperato, decide di seguirla :  è proprio questo suo gesto a rompere l’incantesimo consentendo ai due giovani innamorati di vivere per sempre felici e contenti ).

In questa innovativa versione il principe rimane un uomo, figlio di una moderna famiglia reale, amato di un amore gelido da una madre che detiene le fila della sua vita come se fosse un burattino.

Quando il cigno (The Swan) è un uomo e il principe anche, la prima deduzione è che “ si tratta di una versione gay “ e i passi a due che qui avvengono fra uomo e uomo stabiliscono una relazione omosessuale provocatoriamente ambigua. Ma gli autori ci tengono a rimarcare che il cigno non è né maschio né femmina, ma solo la proiezione di ciò che il principe vorrebbe essere: libero e desiderato da tutti.

Al di là della bravura dei protagonisti, dal loro primo incontro al laghetto del parco, ambedue guardinghi e sospettosi, al loro primo passo a due sempre più complici, per terminare con la passione e lo sfrontato gioco seduttivo nel tango del 3° atto, si deve sottolineare l’efficacia dell’ensemble. Il gruppo dei cigni è curato, tanto elegante quanto goffo, ma sempre fedelmente vicino alle movenze di questo animale così regale dentro l’acqua e altrettanto impacciato fuori di essa. E’ ciò che il coreografo Matteuw Bourne stava cercando, mettere in evidenza il dualismo del cigno, maschio e femmina, elegante ed incerto.

Qui non c’è più la perfida Odile in tutù nero, ingannatrice e ammaliante, ma un avvenente e sensuale “ The Stranger ” con pantaloni di pelle e frustino, capace di sedurre con l’inganno. Si prende gioco del Principe e adesca la Regina madre suscitando lo sconvolgimento che poi sfocerà nella pazzia del suo ammiratore.

Il principe, confuso, riconosce nello sguardo dello Straniero quello del “suo” cigno e la gelosia lo farà morire nella sua stanza da letto consumato dalla follia amorosa. “ Amorosa”, di un amore di cui il principe ha bisogno, al di là della natura dell’amore stesso. Nemmeno il cigno, tornato The Swan per il 4° atto  riuscirà a salvarlo, morendo anzi lui per primo aggredito dagli altri cigni inferociti che invadono la stanza del principe.

L’erotismo che aleggia per tutto il balletto si dissolve nella tragica tenerezza del finale. The Swan solleva il principe come un bambino avvolgendolo e proteggendolo con le sue ali, e questo smentisce, finalmente il ristretto pregiudizio di un amore omosessuale.

      UN LAGO DEI CIGNI  TUTTO AL MASCHILE !

 Venerdì  18 giugno alle ore 18,30    all’Agorà

Swan Lake  del coreografo Matthew Bourne è stata unanimemente riconosciuta come la più audace, emozionante e coinvolgente versione del Lago dei cigni mai realizzata. Alla sua notorietà ha contribuito anche la citazione cinematografica nella scena finale del film di Stefen Daldry “ Billy Elliot “ dove Adam Cooper  -  indimenticabile primo interprete del Cigno -  impersona Billy, ormai adulto, nel ruolo principale del balletto.

Ma Swan Lake non può essere definito solo un balletto, o solo un musical, è tutte queste cose insieme, una pièce teatrale raccontata attraverso la danza e la musica.

Uno spettacolo pieno di forza e meraviglia dove le arti si fondono in un grande evento capace di travolgere il pubblico, anche in virtù della grande novità introdotta da Bourne che, mantenendo inalterate le immortali musiche di  Tchaikovskij, opta per un corpo di ballo interamente maschile che sostituisce le femminili figure del cigno della versione di repertorio e sostituisce l’amore tra il principe Siegfried e Odette con l’attrazione di un erede al trono verso un cigno bellissimo, provocante e misterioso.

Il Lago dei cigni  di Bourne presenta poi elementi satirici, come l’allusione non dissimulata alla monarchia dei Windsor, così come la divertente rappresentazione grottesca di un balletto della tradizione romantica, con tanto di tutù ingombranti, malefici personaggi che vengono inesorabilmente sconfitti e nel finale l’inspiegabile ma ineluttabile morte del protagonista.

La provocazione, nelle opere di Bourne, non è comunque mai l’aspetto dominante e anche in Swan Lake la vicenda si rivela soprattutto un racconto audace, originale, ironico, romantico e al tempo stesso struggente.

 
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