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OPERA LIRICA
E’ arrivato il momento di Cavalleria Rusticana.
Nel 1887 Pietro Mascagni ha 24 anni e nel mese di ottobre accusa il primo grande dolore, gli muore il primogenito di quattro mesi.
Abita a Cerignola in Puglia e guadagna 100 lire al mese come Direttore della locale orchestra Filarmonica; in altri termini è un “ maestrino “ di provincia.
Quando nel 1889 viene indetto il concorso Sonzogno per un’opera nuova Mascagni non perde l’occasione e si reca a Livorno per accordarsi con l’amico Giovanni Targioni Tozzetti sul libretto da ricavare dalla novella verghiana Cavalleria Rusticana.
Ma non manca di fare una sosta a Bologna per una recita del Tristano…
Ecco, si dovrebbe immaginare Mascagni che ascolta incantato Wagner e il giorno dopo comincia a comporre Cavalleria Rusticana.
Nel prosieguo della composizione il musicista è assalito da dubbi e timori ma la moglie, coraggiosamente, spedisce il manoscritto alla vigilia della scadenza del bando.
Invitato dalla Commissione del concorso a presentarsi, il maestrino raggiunge Milano… ed ora è solo davanti a cinque esaminatori che lo guardano con diffidenza.
Sotto il braccio ha un involtino di carta da musica che contiene la Siciliana, cioè quella canzone del carrettiere “ barbara e strana ” inserita nel preludio dopo due minuti di musica, che presenterà alla Commissione all’ultimo momento, stregandola tutta…
Ascoltare e vedere oggi in un filmato particolarmente felice (siglato da Giorgio Strehler), l’opera Cavalleria Rusticana, costituisce un momento di riflessione sulla nascita di questo capolavoro musicale che ha il potere di farci sentire l’emozione irripetibile della melodia mascagnana, parlando al cuore degli uomini e facendo rivivere l’intensità delle passioni amorose attraverso il respiro suadente e profondo dell’orchestra.
Il 21 Aprile, all’Agorà, un’occasione da non perdere, non soltanto per chi gradisce l’opera lirica ma anche per chi vuole ( o deve ) ancora scoprire una pagina di penetrante teatro.
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